domenica 24 gennaio 2010

A pesca di trote con Daniela


Ed eccoli i miei pescatori in una bellissima giornata dicembrina ci siamo recati tutti al laghetto vicino casa di Daniela.A Daniela , Francesco e Leonardo è presa la passione della pesca, passione condivisa anche dalla nostra amica Emanuela e il piccolo Francesco, mentre il marito preferisce stare in macchina a leggere.Comunque tutti insieme cane compreso siamo andati a pescare(perlomeno loro io ho preferito fare foto e leggere al sole).

Sarà stata l'emozione della nostra presenza ma la prima cosa che hanno pescato è stato il ramo dell'albero lì vicino,grande momento d'imbarazzo...

ma alla fine Daniela (la vera pescatrice ha preso 3 trote che abbiamo mangiato alla vigilia di natale cucinate al cartoccio con l'arancia e il limone deliziosa!)

martedì 19 gennaio 2010

RIETI una gita con la neve


In una fredda giornata di dicembre con la mia famiglia abbiamo deciso di fare una gita a Rieti,città che mio genero Francesco conosce bene e che ci ha fatto visitare con dovizia di particolari e dove abbiamo mangiato in maniera eccellente e casalinga in un piccolo ristorante vicino la cattedrale gestito da madre e figlia dove abbiamo mangiato pasta e fagioli,maialino al forno con patate e torta casalinga veramente buoni.Vi dò alcuni cenni storici della citta che è tradizionalmente ritenuta il centro geografico dell'Italia.

La città sorge su una piccola altura (circa 400 metri sul livello del mare) che domina una vasta area pianeggiante ai piedi del Terminillo ed è attraversata dal fiume Velino.
Tra le attrattive più importanti si segnalano i quattro Santuari Francescani (Fonte Colombo, la Foresta, Greccio e Poggio Bustone) e il Monte Terminillo.
San Francesco amò profondamente la Valle Reatina e ne fece, accanto ad Assisi e la Verna, una delle sue tre patrie. Così questa splendida pianura, circondata da colline e monti, fu da allora chiamata Valle Santa. San Francesco scelse la Valle Santa per compiere tre gesti fondamentali della sua vita e della sua spiritualità: nel 1223 volle a Greccio il primo Presepio della Cristianità, lo stesso anno scrisse la Regola definitiva dell'Ordine e, probabilmente, il Cantico delle Creature.
Il ponte romano di Rieti venne costruito nel III secolo a.c. Si tratta di una parte del viadotto che, anticamente, conduceva alla città e che corrisponde al tracciato dell'attuale via Roma,bellissima isola pedonale ricca di negolzi. La struttura originaria è crollata e si trova immersa nelle acque del fiume Velino riemergendo a tratti.La funzione di collegamento è oggi svolta dalla struttura moderna, costruita sopra a quella antica.

Palazzo Vescovile, spesso chiamato anche Palazzo Papale, posto in posizione adiacente alla cattedrale,Piazza Vittorio, con al centro la statua di San Francesco,




Fontana dei delfini.Il gruppo marmoreo, che risale alla prima metà dell'800, fa da centro catalizzatore dello spazio e della visuale dell'intera area. Di fronte alla fontana sorge il palazzo comunale.
è molto caratteristico il centro storico, posto su una leggera altura ai margini della conca reatina, protetto da una cinta muraria di origine medievale ancora per la maggior parte intatta e ben conservata.

Mentre proseguivamo la nostra visita ,dopo un buon e caldo pranzo siamo stati sorpresi da una inaspettata nevicata che ci ha costretto a fare ritorno a casa.
Arrivederci Rieti a presto per una nuova visita!

giovedì 14 gennaio 2010

LE ABBUFFATE DELLE FESTE NATALIZIE

SALVE sono appena rientrata da Roma dove ho passato quasi 2 mesi tra shopping feste pranzi e gite. Voglio cominciare con il pranzo di natale che come al solito vi descrivo e vi do le ricette che spero vi piacciano
Cominciamo con un'occhiata alla tavola che mia figlia Daniela quest'anno ha voluto tutta sui toni del bianco e argento e al menù.

dopo un entrèes di gustosissimi salatini al formaggio e tartine al patè

delle quali vi dò la ricetta
Salatini al formaggio:
150 gr. di burro, 150 gr. di parmigiano, 150 gr. di farina, un tuorlo d'uovo, noce moscata. Mescolare il burro sciolto con il parmigiano, incorporare il rosso d'uovo e poi la farina con una grattata di noce moscata, impastare con la punta delle dita il più velocemente possibile fino ad ottenere una palla . Avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo almeno un' ora . Stenderla non troppo sottile tra due fogli di carta forno col matterello, ricavare dei frollini con varie forme, guarnire i frollini con semi di sesamo, paprica, granella di noci, rosmarino essiccato. Cuocere in forno a 180° per 10 minuti. Togliere i frollini appena si colorano.
per il patè :
fate un trito di cipolla sedano e carota ,soffriggete e unite in ordine in parti uguali polpa di maiale petto di pollo polpa di vitello e fegatini di pollo,cuocete condite con sale pepe e noce moscata vino e lasciate evaporare quando il tutto è cotto dopo una 15 minuti quando il tutto è raffreddato passare nel frullatore.Spalmare le fettine di pancarre tagliate con varie forme e passate nella piastra per qualche minuto in modo da renderle leggermente croccanti.
per l'antipasto con mia figlia abbiamo preparato un piatto con tante piccole formine monoporzione.
Antipasto

Ciotolina con tartare di tonno e salmone affumicato:
Semplicissima da preparare ,si devono solamente condire delle tartare di tonno affumicato e di salmone con olio limone sale e pepe e servire insieme in una ciotolina.
Cucchiaino con salsa guacamole e gamberi:
Bollite dei gamberetti(anche surgelati)e una volta freddati mescolarli con della salsa guacamole mettete in un cucchiaio un pò della salsa e guarnite con gamberetti.
Ciotola con polenta e funghi trifolati:
Preparate della polenta e dividetela in ciotole monoporzione a parte prepare dei funghi misti trifolati.Mettete in una padella l’olio, il burro e l’aglio, aggiungete quindi i funghi, girateli bene per qualche minuto e copriteli con un coperchio; fate cuocere il tutto togliete quindi il coperchio, salate secondo i vostri gusti e aggiungete del prezzemolo e un pò di finocchietto selvatico tritato,distribuiteli sopra la polenta.
Fettine di pane colorato:
questo pane è un'idea della prova del cuoco che ci è piacito moltissimo e che abbiamo voluto proporre a natale:ripropongo la ricetta
Ingredienti impasto bianco: 150g di farina ,75g di acqua, 1 cucchiaino miele o zucchero (5g), 6g di lievito di birra, 1 cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva, 2 g sale (la punta di un cucchiaino).
Impasto rosso: 25g di concentrato di pomodoro.
Impasto verde: 250g di spinaci.
Impasto giallo:20g di zafferano.
Impasto nero: 4g di nero di seppia.
Preparare gli impasti partendo dal liquido,lievito,zucchero,farina, sale.Una volta preparati i 5 impasti lasciarli lievitare coperti per circa 30 minuti. Quindi stenderli fino allo spessore di
1cm e sovrapporre i diversi strati dopo averli spennellati con tuorlo d'uovo sbattuto (2 tuorli).
Tagliare le strisce di pasta e, con una leggera torsione,formare dei filoni.Cuocere in forno già caldo a 200° per 20/30 minuti (in base alla dimensione dei filoni).

Tagliate delle fette di pane e condirle con un filo d'olio per accompagnare la polentina con i funghi.

Tortellini in brodo di cappone:
Un vero e proprio classico.Pulite, spellate e lavate il cappone quindi fatelo lessare per circa un'ora , a fuoco moderato, in acqua salata con una costa di sedano, una carota, una piccola cipolla e alcuni grani di pepe.Quando il cappone sarà cotto filtrate il brodo e lessatevi i tortellini al dente. Serviteli nel loro brodo, con parmigiano a parte.
Come secondi ecco un trionfo di arrosti:

Si comincia con una bella
Arista di maiale al forno
Occorre un'arista di circa kg 1,5 ,2 spicchi d'aglio,2 rametti di rosmarino,salvia,olio extravergine d'oliva,fettine di pancetta,sale,pepe in grani.Fare un trito con rosmarino,salvia, aglio, sale e pepe macinato fresco. Procurare delle incisioni sia dalla parte del filetto ed inserirvi il trito massaggiando bene,rivestirla con fettine di pancetta e legarla. Porre l'arista in una teglia, cospargerla con l'olio ed infornare a 170° per 2 ore. Durante la cottura raccogliere periodicamente con un cucchiaio l'olio che si sarà formato ed irrorare bene la carne.

Cappone al forno
1 cappone da 1,5 kg pronto per la cottura, 200 g di polpa di vitello, 75 g di grana grattugiato,1 panino ammollato nel latte, 50 g di burro, 1 uovo, 1 ciuffo di prezzemolo, 100 g di prugne, 1 spicchio di aglio, 4 cucchiai di olio di oliva, , 2 dl di brodo, sale, pepe.amalgamare bene gli ingredienti e farcite il cappone con il composto.Dopo averlo riempito, legate tutt'intorno il cappone con alcuni giri di spago da cucina, in modo che le farcitura non fuoriesca.
Adagiate il volatile in una casseruola a misura, conditelo con un filo d'olio, spolverizzatelo con sale e pepe e irroratelo con il burro fuso rimasto.Mettetelo nel forno preriscaldato a 200° C per 1 ora e 30 minuti, bagnandolo di tanto in tanto con del brodo.
Per preparare questo cappone abbiamo utilizzato il cappone bollito il cui brodo abbiamo utilizzato per i tortellini in questo modo il cappone è risultato molto morbido e gustoso.
Cosciotto d'agnello al forno
la sera prima mettere il cosciotto in un tegame con vino e vari aromi (cipolla aglio sale pepe rosmarino, salvia, ginepro e quant'altro avete).Il giorno dopo togliere dall'infusione il cosciotto.
Preparare a parte dei pezzetti di aglio e rametti di rosmarino, dado a piccoli tocchetti e pezzetti di lardo e steccate il cosciotto, peparlo ed ungerlo di olio.Metterlo in una teglia con un bicchiere d'olio e farlo cuocere lentamente rigirandolo spesso.Servirlo con patate tonde al forno.

Macedonia colorata
Frutta preferita (qui banana, mele, kiwi,arance e melograno), zucchero a velo, succo di limone, vino moscato, un ciuffetto di menta per decorare.
Versare la freutta tagliata a dadini a strati colorati nei bicchieri ,noi abbiamo usato bicchieri di vario tipo perrendere più allegra la tavola,condire con zucchero vino moscato dolce e un pò di succo di limone.Mettere a riposare in frigo e guarnire con chicchi di melograno e menta fresca.
Decorare con chicchi di melagrana ed un ciuffetto di menta.
Per concludere un dolce natalizio siciliano il

BUCCELLATO
e un bellissimo e buonissimo

ZUCCOTTO DI NATALE ALLA CREMA DI MARRONI

preparato dalla nostra amica Anna Panfoli.
Ingredienti:1 pandoro o un pan di spagna,250 g. di mascarpone,1 vasetto di marmellata di marroni da 200 g.,200 g. di marron glassè,Un po’ di latte per bagnare il pan di spagna,Cacao amaro.Procedimento:Serve una zuppiera abbastanza profonda per fare la forma.Si prepara il giorno prima della consumazione.Si riveste la zuppiera con la pellicola trasparente ; si taglia il pandoro a metà e poi a strisce orizzontali; con tali strisce si riveste l’interno della zuppiera in modo da coprire l’intera superficie. Con un pennello intinto nel latte si bagna tutto il pandoro.Si prepara una crema con il mascarpone a cui si incorpora la marmellata di marroni e i marroni a pezzi 5-6).Si riempie lo zuccotto con tale crema e si ricopre con altre fette sottili di pandoro, anch’esse si bagnano con il latte e coprono con la pellicola trasparente.Si passa in frigo per una notte.Quando si deve servire il dolce, si apre la pellicola trasparente e si rigira su un piatto di portata; si elimina tutta la pellicola trasparente e si spolvera lo zuccotto con un il cacao amaro.Guarnire con i marroni interi rimasti e fiocchetti di panna.

venerdì 4 dicembre 2009

Auguri MASSIMILIANO

4/12/1975
In una fredda mattina di dicembre nasce il mio bambino dopo 3 giorni di doglie e con tanta sofferenza. Dal primo momento che me lo hanno portato si è instaurato un legame così forte che spiegarlo a parole diventa impossibile ,ma fra noi basta uno sguardo, io SO quello che sente o prova con un'occhiata non c'è mai stato bisogno di troppe parole tra noi.Il nostro è sempre un rapporto un pò litigarello,ma in fondo noi 2 sappiamo benissimo che ci possiamo fidare una dell'altro incondizionatamente e ci vogliamo tanto bene.Tu per me sei come un gattino ma forte come un leone.
AUGURI
gatto riflesso leone
A te dedico questa bellissima poesia
LETTERA AD UN FIGLIO
Se puoi vedere distrutto il lavoro di tuttta la tua vita
e senza dire una parola ricominciare,

se puoi perdere i guadagni di cento partite

senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,

se puoi essere un amante perfetto

senza che l'amore ti renda pazzo,

se puoi essere forte senza cessare di essere tenero

e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.

Se tu sai meditare, osservare, conoscere,

senza essere uno scettico o un demolitore,

sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,

pensare senza essere soltanto un pensatore,

se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,

se tu sai essere buono e saggio

senza diventare nè moralista, nè pedante.

Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta

e ricevere i due mentitori con fronte eguale,

se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo

quando tutti lo perdono.

Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria

saranno per sempre tuoi sommessi schiavi

e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,

Tu
sarai un uomo.

Rudyard Kipling
Questa so che è la tua canzone preferita che ti dedico con tanto amore.

e questa te la dedico semplicemente perchè piace a me

giovedì 19 novembre 2009

PER I MIEI 59 ANNI AUGURI

mercoledì 11 novembre 2009

San Martino, la storia ,le tradizioni, i dolci


LA STORIA
Martino nacque nel 316 o 317 nella provincia romana della Pannonia, l'odierna Ungheria. Il padre, militare, chiamò il figlio Martino, cioè piccolo Marte, in onore del dio della guerra. Ancora bambino Martino giunse coi genitori a Pavia, dove suo padre era stato destinato, ed in questa città fu allevato. Proprio a Pavia, Martino chiese di essere ammesso al catecumenato, ma, come ogni figlio di veterano aveva una carriera già trattata: l'esercito. A soli 15 anni fu obbligato al giuramento militare dal padre, irritato dalla ripugnanza del figlio per la professione delle armi e della sua inclinazione verso la vita del Monaco cristiano. Così Martino si preparò alla carriera delle armi e fu in breve promosso al grado di "circitor". Il compito delle "circitor" era la ronda di notte e l'ispezione dei posti di guardia. Durante una di queste ronde, Martino incontrò, nel cuore dell'inverno, un povero seminudo e, non avendo più denari, prese la spada, tagliò in due il proprio mantello e ne donò la metà al povero. La notte seguente egli vide in sogno Cristo, avvolto in quel mantello che gli sorrideva riconoscente.Questo atto di carità probabilmente avvenne nel 338 mentre Martino era di guarnigione ad Amiens; nella Pasqua del 339 egli ricevette il battesimo. Dopo il battesimo, Martino rimase nell'esercito per circa vent'anni durante i quali condusse una vita da vero cristiano e da buon camerata, dando comprensione a tutti. Infine a quarant'anni decise di mettere in esecuzione il progetto della sua giovinezza: lasciare le armi e farsi Monaco. Dopo l'esonero dal servizio militare, Martino si recò a Poitiers, presso Ilario, suo amico, che era stato eletto vescovo.,che lo accolse molto bene e lo ordinò esorcista, carica poco ambita, ma che avrebbe permesso al nuovo chierico di dedicarsi allo studio delle cose di Dio. Una notte però Martino sognò che doveva convertire i sui vecchi genitori; partì allora per la Pannonia e convertì sua madre, ma non ebbe successo presso il padre, pagano ostinato. Per il suo coraggioso tentativo fu ingiuriato, dovette lasciare il paese. Tornò a Poitiers, dove fu ordinato diacono e poi prete. Ilario possedeva a poche miglia da Poitiers, una villa e permise a Martino di ritirarvisi: laggiù egli divenne Monaco, ben presto circondato da discepoli, evangelizzando coloro che abitavano nei dintorni. Sorse così il monastero di Ligugè, il più antico conosciuto d'Europa.Martino visse a Ligugè dalla decina d'anni, fino a quando i cristiani di Tours furono chiamati a scegliere un nuovo vescovo, la popolazione lo chiamò vescovo. Eletto per acclamazione, Martino non poté sottrarsi e fu consacrato vescovo di Tour, sembra dal 4 luglio 371; il suo episcopato durò 26 anni. Martino fù un vescovo attivo ed energico propagatore della fede
fino alla morte, proseguì la sua opera di evangelizzazione con una mirabile giovinezza di spirito, lottando contro l'eresia ed il male e contro la miseria umana. Morì l'8 novembre 397 le esequie ebbero luogo l'undici novembre fra un immenso concorso di popolo venuto d'ogni parte. Tutti accompagnarono il vescovo fino al cimitero, dove fu deposto in una semplicissima tomba, come egli avrebbe desiderato, e dove ben presto sarebbe sorta una grande basilica.

TRADIZIONI IN SICILIA
L’11 novembre si festeggia San Martino; nata come festa di carattere religioso, la festa di San Martino si è poi trasformata in una ricorrenza di carattere folcloristico che nel nostro paese si identifica con l’Estate di San Martino,una particolare situazione climatica, legata in generale all’area mediterranea, per cui nel mese di novembre, di solito mese freddo e piovoso, si instaura un breve periodo di tempo bello dal clima piacevole che richiama quello solare dell’estate.Un vecchio proverbio recita però anche :"Per San Martino ogni botte è vino" per via dell'usanza di aprire le prime botti di vino novello.Spesso il Santo è associato al vino, tanto da esser noto per il ruolo di Santo protettore degli ubriaconi. Un altro proverbio recita che per san Martino, "s'ammazza lu porcu e si sazza lu vinu". Infatti, in alcune località della Sicilia si attendono questi giorni di Novembre per sopprimere il maiale, e farne prosciutti, salami, zamponi e salsicce da spruzzare di vino novello appena spillato, durante la cottura.Una curiosità: la tradizione prevede un San Martino dei ricchi, che è quello dell'11 Novembre, e uno dei poveri, che per festeggiare attendevano la prima Domenica successiva al giorno 11, forse per ragioni economiche legate alla scadenza della paga settimanale. Il San Martino dei poveri veniva festeggiato a Palermo, con il rito del biscotto di San Martino “abbagnatu nn'u muscatu”, cioè di un particolare biscotto chiamato sammartinello, inzuppato nel vino moscato. Per l'“abbagnatura” si usa utilizzare un vino liquoroso, il “moscato di Pantelleria”, che grazie alla particolare fermentazione presenta un profumo fruttato ed un gusto dolce ed aromatico.Il tipo di biscotto destinato ad essere inzuppato nel moscato "il tricotto"è croccante e friabilissimo,quello destinato ai ricchi è “rasco”più morbido per essere riempito di crema di ricotta dolce, oppure di conserva e decorato in modo quasi barocco, con glassa di zucchero a riccioli e ghiigori, sormontato da un cioccolattino e fiorellini di pasta reale.

I DOLCI
La ricetta 500 gr. Di farina, 200 di zucchero, 100 di strutto e 1 panetto di lievito di birra. Indispensabili i semi d'anice, poi cannella, sale acqua 1dl, burro. Il procedimento per realizzarli prevede di setacciare la farina a fontana e versare al centro l'acqua tiepida con un pizzico di sale e lo strutto non sciolto. Impastare aggiungendo il lievito e lo zucchero insieme ad un cucchiaio di semi d'anice e un pizzico di cannella. Impastare fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Ricavare poi dei bastoncini lunghi circa 6 cm e larghi 4cm, e, con le dita e avvolgerli a spirale dando al rotolino una forma arrotondata. Adagiare i rotolini su una placca imburrata e farli lievitare, 4 ore, coperti in luogo tiepido, finchè non gonfiano sufficientemente Quindi infornarli nel forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti. Sfornarli, farli raffreddare e rimetterli in forno a 160° per altri 15 minuti. Lasciarli raffreddare ancora una volta e rimetterli in forno, con lo sportello semiaperto, a 150° per 10/15 minuti, stando attenti che non diventino troppo scuri. Per ottenere il rasco occorre invece levare i biscotti dal forno quando sono cotti, ma ancora chiari e di sicuro quindi morbidi all'interno. Si taglierà via la parte superiore del rasco per scavare l'interno e poi si farà raffreddare.

Si bagneranno poi con poco liquore e si procederà a riempirli di crema di ricotta (ottenuta precedentemente utilizzando lo stesso procedimento dei cannoli- cui si rimanda...), si rimetterà la parte superiore del rasco prima tolta e si spolvererà il tutto di zucchero a velo. Per il sammartinello decorato il procedimento prevede che si scavi invece la parte interna partendo dalla base, lasciando intatta la parte superiore. La cavità ottenuta andrà riempita di conserva di cedro generalmente, si ricoprirà di glassa di zucchero e si decorerà apollosamente con ghirigori di glassa di zucchero a velo e limone, un cioccolatino avvolto nella stagnola e delle striscioline di filo d'argento ed addobbi floreali di pasta reale.

Per mangiare i sammartinelli tricotti, se ne prende uno nel cavo della mano e si batte sul tavolo con un colpo secco:il biscotto si spacca e i pezzi si intingono nel moscato.

sabato 31 ottobre 2009

La festa dei morti in Sicilia


“u cannistru di morti”
La "festa dei morti" in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo viene celebrata il 2 novembre, per commemorare i defunti.
La festa ha un origine e un significato che si collega certamente ad antichi culti pagani e al banchetto funebre, un tempo comune(era il pranzo che i vicini di casa offrivano, dopo che il defunto era stato tumulato).
Si narra che anticamente nella notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.Ricordo le letterine che mia madre mi faceva scrivere mentre sfaccendava sul tavolo della cucina,penso che fosse un modo gentile di far ricordare i defunti senza averne paura.Ricordo le mattine in cui mi alzavo presto per andare a vedere i regali dei morti, dopo aver trascorso una notte in cui non dovevo assolutamente svegliarmi per vederli all'opera mentre posizionavano i doni, altrimenti avrei rischiato il sollettico ai piedi con la grattugia.Questa è la preghiera che facevamo noi bambini per chiedere i regali:
"Animi santi, animi santi,
Io sugnu unu e vuiautri síti tanti:
Mentri sugnu 'ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittitimìnni assai."
Traduzione:
"Anime sante,Anime sante,
io sono uno e voi siete tante:
mentre sono dentro questo mondo di guai,
così di morti mettetemene assai".(per morti s'intendono regali e dolci)
Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali "fiere", che si svolgono in molte parti della Sicilia.
Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini che li trovano al mattino presto.
Oltre ai giocattoli si trovano ogni sorta di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati "crozzi 'i mottu", ossa di morto,i tatù o tetù e la frutta secca, biscotti e cioccolatini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero o Pupaccena(ne trovate un approfondimento nel mio blog), generalmente accompagnati da 'u cannistru', un cesto ricolmo di frutta secca. In alcune parti della sicilia viene preparata la muffoletta, "cunzata" la mattina del 2 Novembre.
La giornata prosegue con la visita al cimitero dove riposano i loro defunti più vicini e più cari.

OSSA DI MORTO
INGREDIENTI
1 kg di fior di farina
1 kg di zucchero
15 gr di chiodi di garofanoP
REPARAZIONE

Disporre su di una spianatoia la farina a fontana, unire e mescolare lo zucchero e i chiodi di garofano pestati al mortaio. Versare poco a poco dell’acqua tiepida in modo da poter ottenere un impasto omogeneo e liscio impastando con le mani.Con un mattarello spianare l’impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 1 cm. Ritagliare l’impasto con forme particolari o semplicemente in quadrati ecc. Con un coltello effettuare un paio di incisioni sulla superficie. Trasferire il tutto sulla placca da forno rivestita di cartaforno e lasciare asciugare da 2-3- giorni lasciando che induriscano. Trascorso il tempo bagnare con acqua la base. Cuocere in forno preriscaldato a 160 ° per circa 20 minuti.

TETU' o TATU'
INGREDIENTI
500 grammi di farina 00
1 bustina di lievito
Un uovo
Un pizzico di sale
150 grammi zucchero semolato
vaniglia
150 grammi di strutto
150 grammi mandorle pelate e tritate finemente
Latte q.b.
PER LA GLASSA

250 zucchero a velo 2 albumi
2 cucchiai e mezzo di cacao amaro
Procedimento

Dopo aver setacciato la farina assieme alievito, unire gli altri ingredienti e amalgamarli incorporando, poco per volta il latte necessario per ottenere un composto sufficientemente morbido. A questo punto ricavare delle palline poco più grandi di una noce e posarli su di una teglia imburrata o foderata di carta da forno. Mettere in forno preriscaldato a 170° per circa trenta minuti. Intanto prepariamo la glassa: in una ciotola battere gli albumi e unirvi lo zucchero a velo setacciandolo direttamente sugli albumi, mescolando vigorosamente con una frusta per una decina di minuti (se usate una planetaria ciò sarà più semplice e veloce) finché si otterrà una crema densa e senza grumi.In una metà unire il cacao e amalgamare ancora per qualche minuto.
Sfornare i biscotti, farli intiepidire, spennellarli con la glassa preparata in precedenza e rimettere in forno a 150° per altri cinque minuti.

"Muffuliette cunzate"
Pane particolare che si trova in commercio a Palermo solo ed esclusivamente per questa ricorrenza. Si condisce la "Muffulietta" con le acciughe fatte a pezzettini, olio, sale, pepe e origano.