mercoledì 11 novembre 2009

San Martino, la storia ,le tradizioni, i dolci


LA STORIA
Martino nacque nel 316 o 317 nella provincia romana della Pannonia, l'odierna Ungheria. Il padre, militare, chiamò il figlio Martino, cioè piccolo Marte, in onore del dio della guerra. Ancora bambino Martino giunse coi genitori a Pavia, dove suo padre era stato destinato, ed in questa città fu allevato. Proprio a Pavia, Martino chiese di essere ammesso al catecumenato, ma, come ogni figlio di veterano aveva una carriera già trattata: l'esercito. A soli 15 anni fu obbligato al giuramento militare dal padre, irritato dalla ripugnanza del figlio per la professione delle armi e della sua inclinazione verso la vita del Monaco cristiano. Così Martino si preparò alla carriera delle armi e fu in breve promosso al grado di "circitor". Il compito delle "circitor" era la ronda di notte e l'ispezione dei posti di guardia. Durante una di queste ronde, Martino incontrò, nel cuore dell'inverno, un povero seminudo e, non avendo più denari, prese la spada, tagliò in due il proprio mantello e ne donò la metà al povero. La notte seguente egli vide in sogno Cristo, avvolto in quel mantello che gli sorrideva riconoscente.Questo atto di carità probabilmente avvenne nel 338 mentre Martino era di guarnigione ad Amiens; nella Pasqua del 339 egli ricevette il battesimo. Dopo il battesimo, Martino rimase nell'esercito per circa vent'anni durante i quali condusse una vita da vero cristiano e da buon camerata, dando comprensione a tutti. Infine a quarant'anni decise di mettere in esecuzione il progetto della sua giovinezza: lasciare le armi e farsi Monaco. Dopo l'esonero dal servizio militare, Martino si recò a Poitiers, presso Ilario, suo amico, che era stato eletto vescovo.,che lo accolse molto bene e lo ordinò esorcista, carica poco ambita, ma che avrebbe permesso al nuovo chierico di dedicarsi allo studio delle cose di Dio. Una notte però Martino sognò che doveva convertire i sui vecchi genitori; partì allora per la Pannonia e convertì sua madre, ma non ebbe successo presso il padre, pagano ostinato. Per il suo coraggioso tentativo fu ingiuriato, dovette lasciare il paese. Tornò a Poitiers, dove fu ordinato diacono e poi prete. Ilario possedeva a poche miglia da Poitiers, una villa e permise a Martino di ritirarvisi: laggiù egli divenne Monaco, ben presto circondato da discepoli, evangelizzando coloro che abitavano nei dintorni. Sorse così il monastero di Ligugè, il più antico conosciuto d'Europa.Martino visse a Ligugè dalla decina d'anni, fino a quando i cristiani di Tours furono chiamati a scegliere un nuovo vescovo, la popolazione lo chiamò vescovo. Eletto per acclamazione, Martino non poté sottrarsi e fu consacrato vescovo di Tour, sembra dal 4 luglio 371; il suo episcopato durò 26 anni. Martino fù un vescovo attivo ed energico propagatore della fede
fino alla morte, proseguì la sua opera di evangelizzazione con una mirabile giovinezza di spirito, lottando contro l'eresia ed il male e contro la miseria umana. Morì l'8 novembre 397 le esequie ebbero luogo l'undici novembre fra un immenso concorso di popolo venuto d'ogni parte. Tutti accompagnarono il vescovo fino al cimitero, dove fu deposto in una semplicissima tomba, come egli avrebbe desiderato, e dove ben presto sarebbe sorta una grande basilica.

TRADIZIONI IN SICILIA
L’11 novembre si festeggia San Martino; nata come festa di carattere religioso, la festa di San Martino si è poi trasformata in una ricorrenza di carattere folcloristico che nel nostro paese si identifica con l’Estate di San Martino,una particolare situazione climatica, legata in generale all’area mediterranea, per cui nel mese di novembre, di solito mese freddo e piovoso, si instaura un breve periodo di tempo bello dal clima piacevole che richiama quello solare dell’estate.Un vecchio proverbio recita però anche :"Per San Martino ogni botte è vino" per via dell'usanza di aprire le prime botti di vino novello.Spesso il Santo è associato al vino, tanto da esser noto per il ruolo di Santo protettore degli ubriaconi. Un altro proverbio recita che per san Martino, "s'ammazza lu porcu e si sazza lu vinu". Infatti, in alcune località della Sicilia si attendono questi giorni di Novembre per sopprimere il maiale, e farne prosciutti, salami, zamponi e salsicce da spruzzare di vino novello appena spillato, durante la cottura.Una curiosità: la tradizione prevede un San Martino dei ricchi, che è quello dell'11 Novembre, e uno dei poveri, che per festeggiare attendevano la prima Domenica successiva al giorno 11, forse per ragioni economiche legate alla scadenza della paga settimanale. Il San Martino dei poveri veniva festeggiato a Palermo, con il rito del biscotto di San Martino “abbagnatu nn'u muscatu”, cioè di un particolare biscotto chiamato sammartinello, inzuppato nel vino moscato. Per l'“abbagnatura” si usa utilizzare un vino liquoroso, il “moscato di Pantelleria”, che grazie alla particolare fermentazione presenta un profumo fruttato ed un gusto dolce ed aromatico.Il tipo di biscotto destinato ad essere inzuppato nel moscato "il tricotto"è croccante e friabilissimo,quello destinato ai ricchi è “rasco”più morbido per essere riempito di crema di ricotta dolce, oppure di conserva e decorato in modo quasi barocco, con glassa di zucchero a riccioli e ghiigori, sormontato da un cioccolattino e fiorellini di pasta reale.

I DOLCI
La ricetta 500 gr. Di farina, 200 di zucchero, 100 di strutto e 1 panetto di lievito di birra. Indispensabili i semi d'anice, poi cannella, sale acqua 1dl, burro. Il procedimento per realizzarli prevede di setacciare la farina a fontana e versare al centro l'acqua tiepida con un pizzico di sale e lo strutto non sciolto. Impastare aggiungendo il lievito e lo zucchero insieme ad un cucchiaio di semi d'anice e un pizzico di cannella. Impastare fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Ricavare poi dei bastoncini lunghi circa 6 cm e larghi 4cm, e, con le dita e avvolgerli a spirale dando al rotolino una forma arrotondata. Adagiare i rotolini su una placca imburrata e farli lievitare, 4 ore, coperti in luogo tiepido, finchè non gonfiano sufficientemente Quindi infornarli nel forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti. Sfornarli, farli raffreddare e rimetterli in forno a 160° per altri 15 minuti. Lasciarli raffreddare ancora una volta e rimetterli in forno, con lo sportello semiaperto, a 150° per 10/15 minuti, stando attenti che non diventino troppo scuri. Per ottenere il rasco occorre invece levare i biscotti dal forno quando sono cotti, ma ancora chiari e di sicuro quindi morbidi all'interno. Si taglierà via la parte superiore del rasco per scavare l'interno e poi si farà raffreddare.

Si bagneranno poi con poco liquore e si procederà a riempirli di crema di ricotta (ottenuta precedentemente utilizzando lo stesso procedimento dei cannoli- cui si rimanda...), si rimetterà la parte superiore del rasco prima tolta e si spolvererà il tutto di zucchero a velo. Per il sammartinello decorato il procedimento prevede che si scavi invece la parte interna partendo dalla base, lasciando intatta la parte superiore. La cavità ottenuta andrà riempita di conserva di cedro generalmente, si ricoprirà di glassa di zucchero e si decorerà apollosamente con ghirigori di glassa di zucchero a velo e limone, un cioccolatino avvolto nella stagnola e delle striscioline di filo d'argento ed addobbi floreali di pasta reale.

Per mangiare i sammartinelli tricotti, se ne prende uno nel cavo della mano e si batte sul tavolo con un colpo secco:il biscotto si spacca e i pezzi si intingono nel moscato.

sabato 31 ottobre 2009

La festa dei morti in Sicilia


“u cannistru di morti”
La "festa dei morti" in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo viene celebrata il 2 novembre, per commemorare i defunti.
La festa ha un origine e un significato che si collega certamente ad antichi culti pagani e al banchetto funebre, un tempo comune(era il pranzo che i vicini di casa offrivano, dopo che il defunto era stato tumulato).
Si narra che anticamente nella notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.Ricordo le letterine che mia madre mi faceva scrivere mentre sfaccendava sul tavolo della cucina,penso che fosse un modo gentile di far ricordare i defunti senza averne paura.Ricordo le mattine in cui mi alzavo presto per andare a vedere i regali dei morti, dopo aver trascorso una notte in cui non dovevo assolutamente svegliarmi per vederli all'opera mentre posizionavano i doni, altrimenti avrei rischiato il sollettico ai piedi con la grattugia.Questa è la preghiera che facevamo noi bambini per chiedere i regali:
"Animi santi, animi santi,
Io sugnu unu e vuiautri síti tanti:
Mentri sugnu 'ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittitimìnni assai."
Traduzione:
"Anime sante,Anime sante,
io sono uno e voi siete tante:
mentre sono dentro questo mondo di guai,
così di morti mettetemene assai".(per morti s'intendono regali e dolci)
Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali "fiere", che si svolgono in molte parti della Sicilia.
Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini che li trovano al mattino presto.
Oltre ai giocattoli si trovano ogni sorta di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati "crozzi 'i mottu", ossa di morto,i tatù o tetù e la frutta secca, biscotti e cioccolatini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero o Pupaccena(ne trovate un approfondimento nel mio blog), generalmente accompagnati da 'u cannistru', un cesto ricolmo di frutta secca. In alcune parti della sicilia viene preparata la muffoletta, "cunzata" la mattina del 2 Novembre.
La giornata prosegue con la visita al cimitero dove riposano i loro defunti più vicini e più cari.

OSSA DI MORTO
INGREDIENTI
1 kg di fior di farina
1 kg di zucchero
15 gr di chiodi di garofanoP
REPARAZIONE

Disporre su di una spianatoia la farina a fontana, unire e mescolare lo zucchero e i chiodi di garofano pestati al mortaio. Versare poco a poco dell’acqua tiepida in modo da poter ottenere un impasto omogeneo e liscio impastando con le mani.Con un mattarello spianare l’impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 1 cm. Ritagliare l’impasto con forme particolari o semplicemente in quadrati ecc. Con un coltello effettuare un paio di incisioni sulla superficie. Trasferire il tutto sulla placca da forno rivestita di cartaforno e lasciare asciugare da 2-3- giorni lasciando che induriscano. Trascorso il tempo bagnare con acqua la base. Cuocere in forno preriscaldato a 160 ° per circa 20 minuti.

TETU' o TATU'
INGREDIENTI
500 grammi di farina 00
1 bustina di lievito
Un uovo
Un pizzico di sale
150 grammi zucchero semolato
vaniglia
150 grammi di strutto
150 grammi mandorle pelate e tritate finemente
Latte q.b.
PER LA GLASSA

250 zucchero a velo 2 albumi
2 cucchiai e mezzo di cacao amaro
Procedimento

Dopo aver setacciato la farina assieme alievito, unire gli altri ingredienti e amalgamarli incorporando, poco per volta il latte necessario per ottenere un composto sufficientemente morbido. A questo punto ricavare delle palline poco più grandi di una noce e posarli su di una teglia imburrata o foderata di carta da forno. Mettere in forno preriscaldato a 170° per circa trenta minuti. Intanto prepariamo la glassa: in una ciotola battere gli albumi e unirvi lo zucchero a velo setacciandolo direttamente sugli albumi, mescolando vigorosamente con una frusta per una decina di minuti (se usate una planetaria ciò sarà più semplice e veloce) finché si otterrà una crema densa e senza grumi.In una metà unire il cacao e amalgamare ancora per qualche minuto.
Sfornare i biscotti, farli intiepidire, spennellarli con la glassa preparata in precedenza e rimettere in forno a 150° per altri cinque minuti.

"Muffuliette cunzate"
Pane particolare che si trova in commercio a Palermo solo ed esclusivamente per questa ricorrenza. Si condisce la "Muffulietta" con le acciughe fatte a pezzettini, olio, sale, pepe e origano.

giovedì 29 ottobre 2009

lunedì 26 ottobre 2009

THE TUDORS 3 serie


E' appena stata trasmessa la 3 serie dei Tudors.

Pochi giorni dopo l'esecuzione di Anna Bolena, Enrico convola nozze con la dolce e timida nobildonna Jane Seymour, che sia il re che i suoi consiglieri sperano possa portare l'agognato erede maschio. Gli umori della corte sembranno sereni, ma in segreto Thomas Cromwell e Lord Rich tramano per una riforma. Maria cerca di sottrarsi all'utorità paterna ma , consigliata dall'ambasciatore spagnolo, finisce per cedere.

Esplode la ribellione nota come "il Pellegrinaggio della Grazia", con Enrico, costretto a letto dal suo incidente in giostra, invia Brandon a sedare gli insorti. Il re si prende una nuova amante, mentre la regina Jane si riconcilia con Maria e sembra volere che le siano restituiti i suoi diritti di successione.


Enrico fa un gesto di apertura nei confronti delle figlie Maria ed Elisabetta in prossimità delle feste natalizie, ma poi torna a sedare con violenza le minacce di rivolta nonostante le sue promesse ai leader dei ribelli.

Il capi della ribellione del Pellegrinagigo della Grazia vengono messi a morte, ma Brandon è sconvolto dalla crudeltà della repressione; Enrico celebra finalmente la nascita di un figlio maschio, ma Jane tarda a riprendersi dopo il parto.

Dopo la morte di Jane, Enrico si isola nel suo dolore, e i suoi nemici ne approfittano per commettere diversi omicidi a corte; Cromwell è infastidito quando si rende conto che Enrico non intende combattere le analogie con la Chiesa Cattolica che iniziano ad emergere.

Cromwell intende fare sì che Enrico sposi una nobildonna protestante per rafforzare la Riforma, ma non è semplice trovare la fanciulla considerata la fama del re. Intanto la ferita di Enrico si aggrava.

Una guerra si profila all'orizzonte grazie all'alleanza tra Spagna e Francia, appoggiate da Roma; per questo Enrico accetta un matrimonio politico e impalma Anne di Cleves, una semplice e non troppo avvenente ragazza tedesca che non ha mai visto di persona.

Enrico reclama a gran voce il suo diritto di annullare il matrimonio con Anna di Cleves, e finisce subito a letto con una nuova amante, la diciassettenne Katherine Howard; intanto la principessa Maria si innamora del duca Filippo, e Cromwell perde il favore del sovrano improvvisamente e drammaticamente.

giovedì 15 ottobre 2009

Auguri DANIELA

17/10/1981
IN UN'ALBA GRIGIA E' NATA LA LUCE DELLA MIA VITA ,TU SEI LA MIA GIOIA E IL MIO TORMENTO,LE COSE CHE MI UNISCONO A TE SONO COSI' TANTE DA NON POTERSI NEANCHE DIRE,TI AUGURO UN BENE INFINITO,VORREI SEMPRE VEDERTI SORRIDERE,GUARDA SEMPRE AVANTI,SE VUOI CI SONO TANTE COSE BELLE CHE TI ASPETTANO,AUGURI MIA DOLCE E IMPETUOSA FIGLIA DALLA TUA MAMMA CHE TI AMA TANTO "QUANTU U CELU"



Unchained Melody

Oh, my love
My darling
I've hungered for your touch
A long lonely time
Time goes by so slowly
And time can do so much
Are you still mine?
I need your love
I need your love
God speed your love to me
Lonely rivers flow to the sea, to the sea
To the open arms of the sea
Lonely rivers sigh wait for me, wait for me
I'll be coming home wait for me
Oh, my love
My darling
I've hungered for your touch
A long lonely time
And time goes by so slowly
And time can do so much
Are you still mine?
I need your love
I need your love
God speed your love to me
Lonely mountains gaze at the stars, at the stars
Waiting for the dawn of the day
All alone I gaze at the stars, at the stars
Dreaming of my love far away
Oh, my love
My darling
I've hungered for your touch
A long lonely time
And time goes by so slowly
And time can do so much
Are you still mine?
I need your love
I need your love
God speed your love to me
God speed your love to me

Giornata uggiosa e malinconica

Vasco sei unico, solo tu riesci a scuotermi

Ho bisooogno... di te
Ho bisooogno... di te
Ho bisooogno... di te
Ho bisogno di te
Ho bisooogno...
Ho bisooogno
Di te
Che hai bisooogno di me
Te...
Che hai bisooogno di me
Te!?
Che hai bisogno di me!?
Sì te!
Che hai bisogno di me!
Forse qualcuno non ha mai avuto
Bisogno di niente e nemmeno di molto...
Io non capisco cos'è...
Ho bisogno di... TE!
Ho bisooogno... di te
Ho bisooogno... di te
Ho bisogno di te
Ho bisooogno di te
Ho bisogno di te
Ho bisooogno...
Ho bisooogno
Ho bisooogno
Di te
Che hai bisooogno di me
Te...
Che hai bisooogno di me
Te!?
Che hai bisogno di me!?
Sì te!
Che hai bisogno di me!
Forse qualcuno non ha mai avuto
Bisogno di niente e nemmeno di molto...
Io non capisco cos'è...
Ho bisogno di... TE!
Ho bisogno di... TE!
Ho bisogno di... TE!
Ho bisogno di... TE!
Ho bisogno
VASCO ROSSI---ALBUM: Il Mondo Che Vorrei (2008)

domenica 27 settembre 2009

SPAGHETTI CON SALSA DI NOCI

ECCO UNA DELLE MIE RICETTE BUONE E VELOCI MA INDUBBIAMENTE D'EFFETTO.

PER 4 PERSONE:AGLIO -OLIO-5/6 POMODORI SECCHI-8 NOCI-PEPERONCINO-200G DI POMODORO PELATO-PANGRATTATO TOSTATO O GRANA-PREZZEMOLO.
MENTRE CUCINATE GLI SPAGHETTI IN UN TEGAME SALTATE L'AGLIO CON L'OLIO E IL PEPERONCINO (IO USO DIRETTAMENTE L'AGLIO SOTT'OLIO CON PEPERONCINO),UNITE I POMODORI SECCHI TAGLIATI ASTRISCIOLINE E IL POMODORO PELATO FORMATE UN BEL SUGHETTO E UNITE LE NOCI CHE AVRETE SGUSCIATO E TRITATO.SCOLATE GLI SPAGHETTI E FATELI SALTARE IN TEGAME SERVITE SPOLVERATI O CON PANGRATTATO TOSTATO O FORMAGGIO GRANA E UN TOCCO DI PREZZEMOLO TRITATO.