mercoledì 6 febbraio 2008

PANINO CON PANELLE E CROCCHE'

.Signore oggi si mangiano le panelle palermitane.Si possono gustare solo a Palermo e dintorni, associate al pane, e rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano.Si possono acquistare in una serie infinita di “friggitorie", di tipo fisso od ambulante.Il destino delle panelle è condiviso con le crocchè, o “cazzilli” come li chiamano comunemente i palermitani richiamandosi alla loro forma fallica. Panelle e crocchè sono inseparabili, stanno sempre accanto e talvolta vengono mangiate insieme, nello stesso panino.
lo so,lo so mi direte sono difficili ma con il mio aiuto vi farò assaggiare qualcosa di semplice e allo stesso tempo delizioso.
IL PANINO CON LE PANELLE E LE CROCCHE'

200 gr farina di ceci 1/2 litro d'acqua 2 cucchiaini da caffè rasi di sale
Mettete l'acqua e il sale in un tegame smaltato e versateci da un setaccio la farina di ceci.Evitate assolutamente di fare grumi!Mettete su fiamma media e fate cuocere fino a creare una sorta di polenta( ci vorranno 5/10 minuti ).Versate il composto ancora caldissimo in uno stampo da plumcake (o come faccio spalmata direttamente su dei piatti piani) e livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio unto d'olio.Lasciate riposare un paio d'ore.Si sarà formato un panetto solido che taglierete a fettine Friggete in abbondante olio di semi e fate assorbire l'olio in eccesso mettendo le panelle su carta da cucina.Condite dei panini ,a palermo la tradizione vuole che si unisca al panino la crocchè di patate .Bollire in acqua salata le patate pulite fino a che non saranno morbide. Passarle allo schiacciapatate; aggiungere il solito prezzemolo tagliato finemente. Formare dei cilindri arrotondati alle estremità e friggerle in olio caldo fino a doratura e buon appetito .Viva Palermo e viva S. Rosalia che ci ha dato cose così semplici e buone.

4 commenti:

Il Ghibellino ha detto...

Dal Casentino con sapore

Cara Annuccella,
mi ha fatto conoscere il tuo blog una certa Daniela (;-), complimenti
conoscere la cultura gastronomica siciliana e palermitana in particolare è stupendo, mi vedo costretto a rispondere a questa sfida contraccambiando con la cucina aretina.
Cenni storico geografici: Arezzo sorge tra 4 valli che differiscono per aspetto e storia e ciò ha influenzato la cultura gastronomica di ognuna di esse.
Il Valdarno attorno al fiume Arno verso Firenze dove gastronomicamente impervesa il mio conterraneo Bigazzi ( nato a Terranuova Bracciolini)è pianeggiante fertile ed era abbastanza ricco; il Casentino ( vi nasce l`Arno) e la Valtiberina (vi nasce il Tevere)montuose boscose povere dove la gastronomia si è letteralmente arrampicata sugli specchi per trarre da una agricoltura povera piatti prelibati, la Valdichiana..etrusca bhè conoscerai la chianina no? pianeggiante nella valle del lago Trasimeno.
La terra di Arezzo è stata abitata dal Paleolitico inferiore e c`è passato di tutto ( come un pò in tutta italia credo) neanderthal villanoviani etruschi romani goti longobardi franchi francesi austriaci ecc ecc , ti puoi immaginare come ciò abbia stratificato la cultura gastronomica e ..fossili linguistici..
avelli= puzzi dal latino avellum tomba
n`do s`è ito= dove sei andato dal latino ire andare
sciagattare= scuotere (molto violentemente ..ti scaigatto non è dimostrazione d`affetto) radice gotico germanica anche del verbo inglese to shake to shatt steso significato
alò=andiamo lasciatoci dai soldati di Napoleone ( allons) assieme a mambrucco0 persona volgare e rozza ( erano mercenari una tribù delle steppe al soldo di Napoleone, tarpano= sempre persona rozza sudicia sciatta ( deriva sempre da Tarpan razza di pelosi cavallini delle steppe montati dai mambrucchi) ecc ecc ; ma passiamo alla cucina e iniziamo da cucina nobile due ricette del trecento .
ti posto quella ottima ritrovata in un manoscritto del 1500.

Ingredienti per 8 Persone

1 gallina di circa 1 kg e mezzo, 50g di burro, 50 di farina bianca, 2 litri di brodo di pollo, 1 cipolla tritata, 1 costa di sedano con le foglie tritata, 1 cucchiaino di grani di pepe interi, 3 chiodi di garofano, 2 foglie di alloro, 100g di panna fresca densa, 8 pezzi di pane fritti nell`olio. Sale.

Tegame. Fondere il burro e stemperare la farina. Quando l`impasto comincia a inbrunire, aggiungere con letezza il brodo. Mescolare con un cucchiaio di legno e portare al bollore. Nel frattempo lavare la gallina, riempirla con cipolla, sedano, pepe, chiodi di garofano e alloro, cucire la cavità e mettere la gallina nel brodo.
Bollire piano per 40-60 minuti. Togliere la gallina, spellarla, tritare finemente la carne del petto, pestare la carne della cosce nel mortaio e mescorlarla con la panna. Schiumare il brodo e unirlo alla miscela con lentezza ottenendo una crema vellutata e liscia. Mescolateci il petto tritato, salate, riscaldate e servite sul pane.

...e sempre zuppe ..la nonna della soup d`onions francese, una zuppa di cipolle che pare Caterina dei medici portò in francia ma che da alcuni testi pare( essendo anche questa ricetta del XIII-XIV secolo) fosse giunta ad Avignone col papa ...soliti chierici golosi probabilmente..

Zuppa di Cipolle Aretina

- 1 kg. di cipolle rosse
– 50 g. di pancetta
– 1 carota, 1 costa di sedano e basilico
– olio d’oliva
– 1 spruzzata di vino bianco secco
– 2 manciate di piselli freschi
– 1 di fave spellate
– 1 litro di brodo bollente
– pecorino dolce grattugiato
– fette di pane raffermo abbrustolite
- sale.


Spellate le cipolle e affettatele sottili; risciacquatele e scolatele. Tritate la pancetta con la carota, il sedano e il basilico. In una casseruola soffriggete questo trito finchè la pancetta avrà lasciato il suo grasso; aggiungete qualche cucchiaiata di olio e, appena caldo, unite le cipolle; fatele insaporire, salatele, copritele e cuocetele a fuoco bassissimo finché saranno ben cotte.

Spruzzatele quindi col vino; quando sarà evaporato, aggiungete i piselli, le fave, il brodo. Riportate a bollore e cuocete finché le verdure saranno ben tenere. Legate la zuppa con pecorino e servitela sulle fette di pane.

Il pane dovrebbe essere quello toscano ma se usi il pane siciliano tieni conto che esso è salato; l`importante è che sia in forme tali da permettere fette abbastanza lunghe .

Leggendoti vedo che ami dei libri che leggo anche io e mi permetto di consigliartene uno che è divertente come un romanzo e ti farà divertire ancor di più quando legegrai altri libri come Il Rude Cavaliere, o la Spada del Falco ^__*.

Guglielmo il maresciallo. L`avventura di un cavaliere

di Georges Duby (notissimo storico francese)
ed Laterza ( non supera i 10€)
..a presto

Il Ghibellino

Anonimo ha detto...

Ciao,
di solito non scrivo sui blog che mi capita di leggere durante le ricerche, ma trovare la VERA ricetta palermitana delle crocché che tanto cercavo mi ha fatto veramente piacere.
Trovavo solo ricette di crocché con uova o pangrattato anche in pagine di ricette che dovrebbero essere più "attendibili" per dire...
Grazie ancora!
Ciao,
Ari

Anonimo ha detto...

Grande Annuccella, lunedì sono tornata da un giro nel trapanese ecc. (non riesco a fare a meno ogni tanto del tramonto sulle saline di Marsala...). In sosta a Palermo ho rinunciato ad un buon ristorante per andare alla Focacceria S. Francesco... Che delusione... Non so cosa sia successo ma le panelle erano ostie e si sentiva solo il sapore del fritto. Gli involtini di pescespada erano pieni di polpa di granchio (addirittura a pezzettoni!)... Così appena tornata a Roma ho comprato la farina di ceci e... mi appresto a provare la tua ricetta: sei l'unica di cui mi fidi. In compenso ho goduto sia all'andata che al ritorno dei cannoli di Dattilo: in viaggi precedenti mi avevano fatto assaggiare quelli di Napola, che però non mi erano piaciuti per niente: la ricotta non era affatto lavorata. Erano solo grossi. Quando mi avevano portata anche a Dattilo avevo rifiutato, nauseata... Questa volta ho detto 'no, io prendo solo l'arancino... assaggio un pezzetto del vostro cannolo per vedere se mi ero sbagliata'. Risultato: un cannolo all'andata ed uno al ritorno, 4 imballati (purtroppo confezionati) per i noti problemi del trasporto in aereo destinati a mio figlio. Ed anche lì sono stata stupida: va bene che non fanno portare la ricotta separata dalle cialde, ma cosa impedisce di comprare altre cialde vuote da riempire con la ricotta svuotando ql ripieni? Un suggerimento se qualcuno di voi dovesse capitare da quelle parti: a Mazara del Vallo, Bar Rocca: ottimi arancini. E a 0,63 centesimi!!!!!! Eravamo senza parole. Ciao Annuccella, buon fine settimana e Grazie!

Anonimo ha detto...

scusate se mi posto da sola (e la prox volta mi scelgo un'identità): le panelle si stanno freddando sul mio amato tavolo di marmo (era di mia madre). Ho dimenticato di dirvi che le abbiamo mangiate in un ristorante tagliate 1/4 delle normali, infilzate a 4 a 4 su uno stecchino ed aromatizzate con il finocchietto selvatico anzichè con il prezzemolo... Ciao. Gioia